Piano Sociale di Zona Salerno 7

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Il Piano di Zona Salerno 7

Il Piano sociale di zona Ambito Salerno 7 si costituisce in seguito alla nascita nel sistema italiano di un moderno sistema di welfare sociale che risale al novembre del 2000, con la Legge n. 328 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali".

Esso nasce dall' accordo di 41 comuni a sud della Provincia di Salerno che gestiscono, programmano ed erogano in modo associato interventi e servizi sociali.

Il comune capofila è Castellabate, dove è localizzato l'Ufficio di Piano, sede amministrativa.
Gli altri comuni aderenti al Piano sociale di zona S/7 sono: Agropoli, Ascea, Camerota, Campora, Cannalonga, Casalvelino, Castellabate, Castelnuovo C.to, Celle di Bulgheria, Centola, Ceraso, Cicerale, Curaro Vetere, Futani, Gioi C.to, Laureana C.to, Laurito Lustra, Moio della Civitella, Montano Antilia, Montecorice, Novi Velia, Ogliastro C.to, Omignano, Orria, Perdifumo, Perito, Pisciotta, Pollica, Prignano, Roccagloriosa, Rutino, S. Mauro la Bruca, Salento, San Mauro Cilento, Serramezzana, Sessa Cilento, Stella C.to, Stio, Torchiara, Vallo della Lucania.

In seguito alla legge 328/2000 si è aperta una fase di profonda trasformazione nella strutturazione di un moderno welfare regionale e locale.

Il Piano di zona Salerno 7 ha accolto questa scia di trasformazione delle politiche sociali realizzando un welfare sociale moderno dove lo spirito della gestione associata degli interventi, asse portante della 328, è stato recepito appieno sin dai primissimi anni, superando da subito la logica dell' interveto comunale e settoriale, e restituendo al Piano di zona la sua funzione di regia delle politiche sociali e del loro finanziamento.

Un momento di fondamentale importanza per il consolidamento dei servizi sociali del territorio è stato l'approvazione della L.R. della Campania n. 11/2007 "legge regionale per la dignità e cittadinanza sociale ", che ha visto l'introduzione di innovazioni significative sia all'interno del sistema di relazioni tra i soggetti istituzionali e sociali, sia all'interno della rete dei servizi stessi.

Dopo anni di costruzione, consolidamento e trasformazioni l'Ambito S/7 si connota, per i comuni aderenti, come il nuovo livello di governo territoriale delle politiche e dei servizi sociali, al quale è richiesta una rilevante capacità di pianificazione e di progettazione , nonché di costruzione del consenso tra i molti attori coinvolti, definendo una nuova forma di riflessività politica capace di determinare un moderno ordine nella distribuzione delle risorse che determinano il benessere sociale.